La cessione crediti da bonus edilizi sta diventando un vero calvario per tanti operatori dell’edilizia. Grandi e medi cantieri sono chiusi o a rischio di chiusura. E non solo per i rincari delle materie prime e dell’energia. E con le imprese in difficoltà nella cessione crediti, a rischio sono i loro fornitori come i serramentisti e gli impiantisti.

 Per smuovere le acque c’è voluto l’articolo de Il Sole24Ore di qualche giorno fa, rilanciato il giorno dopo da La Repubblica. In sostanza, le due maggiori banche italiane, Intesa Sanpaolo e Unicredit, hanno interrotto l’acquisto di nuovi crediti fiscali derivanti dai bonus edilizi. Il motivo è l’aver raggiunto la capienza fiscale massima. Anche Banco Bpm si troverebbe nella stessa situazione. Cassa Depositi e Prestiti idem mentre Poste Italiane ha ridotto enormemente il plafond dei crediti acquisiti, come ha denunciato a marzo l’on. Riccardo Fraccaro, M5S. Banca Popolare di Sondrio ha riaperto per una settimana a febbraio e poi ha chiuso le operazioni. Credit Agricole e Banco di Sardegna continuerebbero invece normalmente l’acquisizione dei crediti. Come pure Enelx che pur essendosi ritirata dal mercato retail dei crediti fiscali continua l’operatività con i suoi partner tradizionali.

La Confederazione artigianale denuncia: “Le indicazioni dei principali gruppi bancari circa un imminente stop all’acquisto dei crediti d’imposta legati ai bonus edilizi confermano le nostre preoccupazioni sulle continue modifiche normative che hanno introdotto forti limitazioni ai soggetti autorizzati ad acquisire i crediti. Ribadiamo che l’efficacia degli strumenti di incentivazione è strettamente connessa alla stabilità nel tempo e alla chiarezza delle misure. Dopo la paralisi provocata dal decreto antifrodi, le modifiche alla norma che consentono fino a tre cessioni dei crediti a intermediari autorizzati non sono state efficaci per far ripartire il mercato dei crediti d’imposta. L’impossibilità per le banche di effettuare una ulteriore cessione dei crediti a soggetti interessati ad utilizzarli, espone le micro e piccole imprese che hanno effettuato lo sconto in fattura ai propri clienti a gravissimi rischi di liquidità. L’estensione fino a quattro cessioni prevista nel decreto energia in fase di conversione va nella giusta direzione per riattivare il mercato“.

E il punto accennato dalla CNA è proprio qui. L’altro giorno in Commissione alla Camera è stato introdotto un emendamento al decreto energia che prevede la possibilità per la banca di effettuare la quarta cessione solo se diretta a un suo correntista. Commenta l’on. Riccardo Fraccaro, Movimento 5 Stelle: “È un passo avanti per risolvere il blocco che da troppi mesi sta mettendo in gravi difficoltà il settore edilizio”. Speriamo sia davvero così.

 

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